sabato 30 luglio 2011

L'apprendista libraio - Incontri ravvicinati con i clienti di una libreria di provincia: I lettori di Fabio Volo

IMHO i libri vanno letti per curiosità, anche quelli di Volo o Moccia o Liala o Steel, se t'ispirano. Io leggo circa 35/40 libri l'anno: ho letto anche Volo e in alcuni punti, che il Dio della letteratura mi perdoni, mi ha saputo interessare.

Comunque: lo si può anche mettere in croce, ma:

1. il legno deve essere intagliato nella struttura che è alle sue spalle (indistinta, vaga ma potente) e che gli consente di scrivere, cioè fare una cosa che altrimenti non si azzarderebbe nemmeno a pensare di poter fare
2. e i chiodi devono essere forgiati nella sua presunta o meno incapacità (o sua o dei suoi ghostwriter) di essere scrittore/unochescrivebeninomegliodimoltialtristrapagati/scribacchino/bracciarubateaicampi/autoretrendy/verymodernmaanchepiccolomondoantico/versatileuomodicultura/fighetto/radicalchic/etc... etc...

Cioè, per me, va letto, ne va capito il sottostante contesto sociale/economico/lavorativo/personale che gli fa mettere nero su bianco (a lui o ai suoi ghostwriter) e SOLAMENTE POI giudicato, anche impalandolo come io sarei propenso a fare. Il fatto di seguire una metodologia del genere in questi casi lo ritengo il crisma distintivo di chi è democratico nella propria forma mentis.

Un saluto a tutti i lectores. E scusate l'intromissione.

POST SCRIPTUM.
Voglio ringraziare l'Apprendista Libraio per lo stile e la filosofia del suo blog e per il grafico del post nello specifico. Grazie!

giovedì 14 aprile 2011

un uomo come noi

inizio di primavera dell'anno 2011
continente europeo / italia
sulla costa di pantelleria
un nostro carabiniere
va a soccorrere
un bambino
come noi
tutti
dovremmo
andare a fare
a lampedusa e dintorni
senza perdere altro tempo
e poi tornare insieme a roma
e raddrizzare la schiena a chi di dovere

per tornare a vivere in un paese migliore