sabato 30 luglio 2011

L'apprendista libraio - Incontri ravvicinati con i clienti di una libreria di provincia: I lettori di Fabio Volo

IMHO i libri vanno letti per curiosità, anche quelli di Volo o Moccia o Liala o Steel, se t'ispirano. Io leggo circa 35/40 libri l'anno: ho letto anche Volo e in alcuni punti, che il Dio della letteratura mi perdoni, mi ha saputo interessare.

Comunque: lo si può anche mettere in croce, ma:

1. il legno deve essere intagliato nella struttura che è alle sue spalle (indistinta, vaga ma potente) e che gli consente di scrivere, cioè fare una cosa che altrimenti non si azzarderebbe nemmeno a pensare di poter fare
2. e i chiodi devono essere forgiati nella sua presunta o meno incapacità (o sua o dei suoi ghostwriter) di essere scrittore/unochescrivebeninomegliodimoltialtristrapagati/scribacchino/bracciarubateaicampi/autoretrendy/verymodernmaanchepiccolomondoantico/versatileuomodicultura/fighetto/radicalchic/etc... etc...

Cioè, per me, va letto, ne va capito il sottostante contesto sociale/economico/lavorativo/personale che gli fa mettere nero su bianco (a lui o ai suoi ghostwriter) e SOLAMENTE POI giudicato, anche impalandolo come io sarei propenso a fare. Il fatto di seguire una metodologia del genere in questi casi lo ritengo il crisma distintivo di chi è democratico nella propria forma mentis.

Un saluto a tutti i lectores. E scusate l'intromissione.

POST SCRIPTUM.
Voglio ringraziare l'Apprendista Libraio per lo stile e la filosofia del suo blog e per il grafico del post nello specifico. Grazie!

1 commento:

  1. ciao Andrea,
    ti ho lasciato un commento proprio sul post in questione... anzi, ora te lo copio qui sotto, se dovesse sfuggirti da quell'altra parte! ciao! :)
    ps: se ne potrebbe parlare per ore...

    mi accodo al commento di Andrea. leggo un minimo di 15 libri all'anno, se avessi più tempo ne leggerei anche di più. anzi, sogno di aprire una libreria proprio per leggerne di più. è capitato anche a me di leggere un libro di Fabio Volo e non mi pare di aver buttato tempo o che. mi ha fatto ridere, ero in vacanza e mi andava bene così.
    come dice Andrea (scusami se ti cito di nuovo, ma hai scritto ciò che ho pensato appena ho letto il post), Volo è sintomatico del nostro tempo e della nostra società. quando io ero adolescente (cioè tra i 10 e i 15 anni fa), leggevo Goethe, Pirandello, Marguerite Yourcenar. come avvicinare i ragazzi di oggi a questo tipo di letture, se a stento capiscono ciò che scrivono?
    secondo me non c'è da stupirsi se in un Paese governato dalla televisione i best-sellers sono questi...

    RispondiElimina